Sono da sempre appassionato di cibo e di vino e da sempre mi è piaciuto fare visita ai cuochi italiani nei loro ristoranti. L’ho sempre ritenuta una bellissima esperienza, capace di trasmettere grandi emozioni così come è sempre bello vedere quanto amore ci sia nel piatto che questi maestri hanno creato.

L’Italia con le sue infinite cucine ha sempre affascinato i turisti stranieri che venendo a visitarla scoprivano, sorpresi, come fosse per noi italiani naturale avere tante versioni dello stesso piatto e soprattutto constatavano la nostra sacralità nello stare a tavola, come momento proprio vissuto per condividere insieme un piacere conviviale e non solo per soddisfare bisogni corporei.

Per me, spinto da un’italianità che sento fortissima dentro, è stato un passaggio naturale quello di uscire dai confini nazionali per verificare in che modo i ristoratori italiani si fossero posizionati nelle cucine estere e così constatarei quanta stima e considerazione professionale fosse loro riservata.

Di ristoranti italiani all’estero ne ho sperimentati davvero tanti e devo dire che ogni volta, uscendone, indipendentemente dal fatto che avessi mangiato più o meno bene, ho sempre e comunque provato la sensazione di esser stato in un luogo familiare nel quale il cuoco, vedendo che ero italiano, sentisse di doverti offrire comunque il meglio di sé, in un gioco contraddistinto dal timore di essere giudicato da un italiano come te e dalla gioia di poter accontentare un tuo ”fratello”, con il quale poi poter ritornare a parlare in quella stessa lingua che rimarrà sempre la tua ma che normalmente devi riporre nel cassetto vivendo e lavorando in un paese straniero.

Ed ogni volta devo dire che è davvero bellissimo questo nostro primo incontro anche perché avviene sempre all’improvviso e mai preceduto da una telefonata di prenotazione da cui poter desumere le mie origini italiane.

E’ un gioco di sguardi tra noi per studiarsi un attimo al mio ingresso nella sala ed io per rompere il muro iniziale della diffidenza estraggo sempre quella bandiera italiana che ci affratella e fa sì che cadano subito tutte le barriere e si inizi, senza pregiudizi di sorta, una conversazione per conoscerci e scoprire bellissime cose in comune, godendo entrambi del piacere per il cibo di casa nostra.

E anche per la lontanissima Asia sono riuscito a condividere queste emozioni con tanti cuochi italiani che hanno deciso di emigrare lì, magari con molto” magone” iniziale, ma che poi si sono resi conto ben presto che davvero avevano fatto la scelta giusta, rendendo felici tanti commensali stranieri e ottenendo importanti riconoscimenti internazionali.

Nella mia memoria dei viaggi effettuati in Giappone vorrei segnalarne alcuni che davvero, per diversi motivi, mi hanno fatto trascorrere bei momenti nei loro locali e che quindi consiglierei agli amici per una visita ma tutto questo però lo farò di ritorno dal mio nuovo viaggio in Giappone, certo di avere ancora tanti altri nuovi incontri italiani da raccontare.